Prodotti a marchio: una realtà controversa


Troppo spesso snobbati perché ritenuti di scarsa qualità, i prodotti a marchio (in gergo "private label") sono tornati prepotentemente alla ribalta negli ultimi tempi.
Vuoi per la crisi, vuoi perché la qualità è in continuo miglioramento, il prodotto a marchio rappresenta una importante fetta nella torta del fatturato delle aziende distributrici al punto tale che, anche le più restie, cominciano ad introdurre qualche referenza di questo genere.
I PRODUTTORI
Dal lato dei produttori, seppur con margini minori, il fenomeno rappresenta un fatturato sicuro, garantito da contratti prestabiliti e privo di spese di marketing e rappresentanza. L'azienda rinuncia al proprio marchio, ma in cambio sfrutta un canale di vendita privilegiato poiché esclusivo.
I DISTRIBUTORI
Dal lato dei distributori, in particolar modo per le catene con forte penetrazione sul mercato, il prodotto a marchio rappresenta un buon guadagno, svincolato dalle logiche del marketing perché veicolato con semplicità ed immediatezza in tutti i punti vendita di una stessa catena.
I CONSUMATORI
Come detto, i palati più raffinati tendono ad escludere a priori questa categoria di prodotti. Altri la vedono come un buon sistema per risparmiare, ma pochi sanno che non tutte le "private label" si basano sulla stessa filosofia.
In molti casi infatti, ad affiancare i più economici "primo prezzo" sono i prodotti "marca-insegna" di qualità paragonabile al leader di settore, ma con prezzi inferiori anche del 25%. I consumatori più scettici possono inoltre esser attratti dalla categoria "premium" che racchiude specialità (spesso regionali) con prezzi addirittura superiori al leader di settore.
IL MERCATO
Dal nostro osservatorio sul mercato romano risulta che, per quasi tutte le insegne, la marca più presente sui volantini è proprio la "private label" di riferimento del gruppo. I prodotti a marchio, infatti, sono ormai disponibili per tutte le categorie merceologiche, sia food che non-food, dall'olio al vino, dal detersivo all'asciugatutto ed appaiono sui volantini della singola insegna con frquenza notevolmente maggiore di ogni altro marchio leader.
Ciononostante, rispetto all'Europa, la quota di mercato in Italia è ancora bassa, ma c'è da scommettere in un rapido aumento, viste le direzioni prese dalle aziende distributrici.
Autore: Dr. Luca Troiani
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